Passo Giau

Spettacolare passo dolomitico, 2.236 m

Indirizzo

presso Cortina d'Ampezzo, Veneto

GPS

46.485, 12.053

Indirizzo

presso Cortina d'Ampezzo, Veneto

GPS

46.485, 12.053

Il Passo Giau, a 2.236 m, è considerato uno dei più bei passi dolomitici ed è circondato da cime marcate come la Ra Gusela e il Nuvolau. La tortuosa strada del passo è amata da motociclisti e ciclisti; dalla sommità del passo partono escursioni panoramiche con vista a 360° sulle Dolomiti ampezzane.

In evidenza

  • Uno dei più bei passi dolomitici
  • Scenario di vette Ra Gusela e Nuvolau
  • Amato da moto e bici da corsa
  • Escursioni panoramiche dalla sommità del passo

Buono a sapersi

Altitudine 2.236 m
Scenario Ra Gusela, Nuvolau, Averau
Posizione presso Cortina d'Ampezzo
Patrimonio UNESCO Dolomiti

Informazioni pratiche

Come arrivare: In auto/moto attraverso la strada del passo da Cortina o Selva di Cadore.

Periodo migliore: Circa da giugno a ottobre (in inverno a tratti chiuso, da verificare).

Costi: Passo libero; rifugi a pagamento (da verificare).

Sicurezza: Strada di montagna tortuosa; sentieri escursionistici segnalati.

Consigli:

  • Al tramonto le pareti circostanti si infiammano (enrosadira)

Contesto e storia

Il Passo Giau, a circa 2236 metri, è tra i più belli e temuti passi delle Dolomiti in Veneto. In infiniti tornanti la strada si inerpica tra Cortina d’Ampezzo e la Val Fiorentina e apre un grandioso panorama circolare su alcune delle più celebri figure rocciose della regione, primi fra tutti il marcato dente della Ra Gusela e la possente piramide del Monte Pelmo. Tra i ciclisti la sommità del passo è famigerata, poiché le sue rampe uniformemente ripide la rendono una delle prove più dure che il Giro d’Italia colloca in alta montagna.

Come tutte le Dolomiti, il mondo montano intorno al Giau è formato da chiara roccia calcarea e dolomitica, i resti pietrificati di antichissime barriere coralline, che al tramonto si infiammano in quel caldo rosa che gli abitanti chiamano enrosadira. Le valli circostanti appartengono allo spazio culturale dei Ladini, il cui antico mondo di leggende popola da sempre le torri di roccia dalle forme strane con re, streghe e regni incantati. Chi si ferma al passo si trova quindi non solo in un celebre punto panoramico, ma nel mezzo di uno dei paesaggi più ricchi di miti delle Alpi.

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