Cirque du Fer-à-Cheval

Imponente anfiteatro roccioso con cascate

Indirizzo

Sixt-Fer-à-Cheval, Haute-Savoie

GPS

46.0578, 6.7681

Indirizzo

Sixt-Fer-à-Cheval, Haute-Savoie

GPS

46.0578, 6.7681

Il Cirque du Fer-à-Cheval presso Sixt è uno dei più grandi anfiteatri rocciosi delle Alpi: un fondovalle a ferro di cavallo, sulle cui pareti calcaree alte circa 500-700 m precipitano in inizio estate decine di cascate. La zona fa parte di una riserva naturale con facili sentieri sul fondo della valle.

In evidenza

  • Fondovalle a ferro di cavallo
  • Decine di cascate in inizio estate
  • Pareti calcaree alte fino a 700 m
  • Facili sentieri sul fondo della valle

Buono a sapersi

Particolarità grande anfiteatro roccioso
Pareti circa 500–700 m di altezza
Attrazione cascate in inizio estate
Tutela riserva naturale

Informazioni pratiche

Come arrivare: In auto via Samoëns fino a Sixt-Fer-à-Cheval.

Periodo migliore: Da maggio a ottobre; cascate più abbondanti in inizio estate.

Costi: Accesso libero; parcheggio a pagamento (da verificare).

Sicurezza: Sentieri facili; durante lo scioglimento delle nevi possibile caduta massi.

Consigli:

  • Venire in inizio estate, quando scorrono la maggior parte delle cascate

Contesto e storia

Il Cirque du Fer-à-Cheval, il «ferro di cavallo», si trova in fondo alla valle del Giffre nelle Alpi dell’Alta Savoia ed è considerato uno dei più suggestivi circhi rocciosi dell’intera area alpina. In un ampio semicerchio si ergono possenti pareti calcaree, sulle quali in inizio estate, quando si sciolgono i nevai d’alta quota, numerose cascate precipitano contemporaneamente nel vuoto. Questo grandioso spettacolo naturale nacque dall’opera dei ghiacciai dell’era glaciale, che scavarono la valle lasciando la tipica forma a U con le sue pareti verticali, quasi da anfiteatro.

Il vicino villaggio di Sixt-Fer-à-Cheval risale a un’abbazia fondata nel XII secolo, i cui monaci dischiusero, resero coltivabile e segnarono per secoli la regione di alta valle un tempo isolata. L’intero ambiente è oggi sotto particolare tutela come riserva naturale e conserva una varia flora montana nonché rare specie animali come l’aquila reale. Il Cirque attirava già nel XIX secolo viaggiatori e naturalisti, che descrivevano con stupore l’imponente anfiteatro roccioso. Chi oggi cammina attraverso la valle vive un paesaggio d’alta montagna quasi intatto, in cui la forza dell’acqua e le tracce dell’insediamento monastico restano egualmente percepibili e l’imponente circo roccioso con le sue cascate precipitanti fa apparire l’uomo del tutto piccolo.

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